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Martignano.net rubriche: la poesia è!
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La poesia è

 

 

di Esiapò

 

Questa rubrica è dedicata alla poesia e basta e il voler rimanere anonimi è il frutto di questa riflessione: la poesia è!  non ha importanza chi propone queste poesie o chi le commenta, ma la poesia è l'attore principale in questo palcoscenico, in questo teatro virtuale…e in quest’opera le comparse non sono previste.  

La poesia di Manuel  Forcano

Traduzioni di Leo luceri

 

ARGONÁUTICA

La noche es un enorme petrolero entrando poco a poco

en el puerto. La Cólquida,

sólo un país tatuado en el brazo de un marinero.

Sin el vellocino de oro que ambicionabas

caminas por los muelles y cuelgan sobre ti

los garfios y los abiertos dedos de hierro

de las grúas.

Vuelves a casa.

En el felpudo de la entrada

prácticamente ya no se lee la palabra

"Bienvenidos".

 

ARGONAUTICA

La notte è un’enorme petroliera entrata poco a poco

nel porto. La Colchide

solo un paese tatuato sul braccio di un marinaio.

Senza il vello d’oro a cui ambivi

cammini per i moli e pendono su di te

i ganci e le aperte dita di ferro

delle gru.

Torni a casa.

Sullo zerbino dell’ingresso

praticamente non si legge più la parola

“benvenuto”.

 

Due amanti felici

 

Due amanti felici fanno un solo pane,
una sola goccia di luna nell'erba,
lascian camminando due ombre che s'unisco,
lasciano un solo sole vuoto in un letto.

Di tutte le verità scelsero il giorno:
non s'uccisero con fili, ma con un aroma
e non spezzarono la pace né le parole.
E' la felicità una torre trasparente.

L'aria, il vino vanno coi due amanti,
gli regala la notte i suoi petali felici,
hanno diritto a tutti i garofani.

Due amanti felici non hanno fine né morte,
nascono e muoiono più volte vivendo,
hanno l'eternità della natura.


Pablo Neruda

 

Pagina di libro notturno

Sbarcai una notte di maggio
in un gelido chiaro di luna
dove erba e fiori erano grigi
ma il profumo verde.

Salii piano un pendìo
nella daltonica notte
mentre pietre bianche
segnalavano alla luna.

Uno spazio di tempo
lungo qualche minuto
largo cinquantotto anni.

E dietro di me
oltre le plumbee acque luccicanti
c’era l’altra costa
e i dominatori.

Uomini con futuro
invece di volti.

Tomas Tranströmer

Poesia dal silenzio
Crocetti Editore, 2001

VINCITORE DEL PREMIO NONINO 2004

Se avess'io 

Se avess'io levità di una fanciulla
invece di codesto ,torturato,
pesantissimo cuore e conoscessi
la purezza delle acque come fossi
entro raccolta in miti-sacrifici,
spoglierei questa insipida memoria
per immergermi in te, fatto mio uomo.

Io ti debbo i racconti piu fruttuosi
della mia terra che non dà mai spiga.
e ti debbo parole come l'ape
deve miele al suo fiore.Perchè t'amo
caro,da sempre, prima dell'inferno
prima del paradiso,prima ancora
che io fossi buttata nell'argilla
del mio pavido corpo. Amore mio
quanto pesante è adducerti il mio carro
che io guido nel giorno dell'arsura
alle tue mille bocche di ristoro ! 

 

Merini Alda

 

 La città   

 

Hai detto: "Per altre terre andrò per altro mare.

Altra città, più amabile di questa, dove

ogni mio sforzo è votato al fallimento

dove il mio cuore come un morto sta sepolto

ci sarà pure. Fino a quando patirò questa mia inerzia?

Dei lunghi anni, se mi guardo intorno,

della mia vita consumata qui, non vedo

che nere macerie e solitudine e rovina".

 

Non troverai altro luogo non troverai altro mare.

La città ti verrà dietro. Andrai vagando

per le stesse strade. 

Invecchierai nello stesso quartiere.

Imbiancherai in queste stesse case. Sempre

farai capo a questa città. Altrove, non sperare,

non c'è nave non c'è strada per te.

Perché sciupando la tua vita in questo angolo discreto

tu l'hai sciupata su tutta la terra.  

 

Kavafis

 

Per quanto sta in te  

 

E se non puoi la vita che desideri

cerca almeno questo

per quanto sta in te: non sciuparla

nel troppo commercio con la gente

con troppe parole e in un viavai frenetico.

Non sciuparla portandola in giro

in balía del quotidiano

gioco balordo degli incontri

e degli inviti,

fino a farne una stucchevole estranea. 

 

Kavafis

 

Itaca  

 

Quando ti metterai in viaggio per Itaca

devi augurarti che la strada sia lunga

fertile in avventure e in esperienze.

I Lestrigoni e i Ciclopi

o la furia di Nettuno non temere,

non sarà questo il genere d'incontri

se il pensiero resta alto e un sentimento

fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.

In Ciclopi e Lestrigoni, no certo

né nell'irato Nettuno incapperai

se non li porti dentro

se l'anima non te li mette contro.   

Devi augurarti che la strada sia lunga.

Che i mattini d'estate siano tanti

quando nei porti - finalmente, e con che gioia -

toccherai terra tu per la prima volta:

negli empori fenici indugia e acquista

madreperle coralli ebano e ambre

tutta merce fina, anche profumi

penetranti d'ogni sorta, più profumi

inebrianti che puoi,

va in molte città egizie

impara una quantità di cose dai dotti.   

Sempre devi avere in mente Itaca -

raggiungerla sia il pensiero costante.

Soprattutto, non affrettare il viaggio;

fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio

metta piede sull'isola, tu, ricco

dei tesori accumulati per strada

senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,

senza di lei mai ti saresti messo

in viaggio: che cos'altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti

avrà deluso.

Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso

già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.   

 

Kavafis

 

 Anima mia

 

Anima mia

chiudi gli occhi

piano piano

e come s´affonda nell´acqua

immergiti nel sonno

nuda e vestita di bianco

il più bello dei sogni

ti accoglierà

anima mia

chiudi gli occhi

piano piano

abbandonati come nell´arco delle mie braccia

nel tuo sonno non dimenticarmi

chiudi gli occhi pian piano

i tuoi occhi marroni

dove brucia una fiamma verde

anima mia.

 

Nazim Hikmet

 

 La dormiente

Volto di donna, nel suo sonno

chiusa, sembra cullata

da qualche suono segreto

che tutta la riempie.

Dal suo corpo sonoro, addormentato,

ella trae la gioia

d´essere un tenero rumore

agli occhi del silenzio.

 

 Rainer Maria Rilke

 

 Nella sua fiamma mortale

 

Nella sua fiamma mortale la luce ti avvolge,
assorta,pallida, dolente,così disposta
contro le vecchie eliche del crepuscolo
che gira intorno a te.
Muta amica mia,
sola nella solitudine di queste poche ore di morte
e piena della vita del fuoco,
pura ereditiera del giorno distrutto.
Dal sole cade un grappolo sul tuo vestito oscuro.
Le grandi radici della notte
crescono d’improvviso dalla tua anima,
e all’esterno tornano le cose in te nascoste,
così che un villaggio pallido e azzurro
appena sorto da te si alimenta.
Oh grandiosa e feconda e magnetica schiava
del circolo che in nero e oro succede:
eretta, tratta e ottiene una creazione sì viva
che soccombono i fiori, ed è piena di salvezza.

 

Pablo Neruda

 

O poesia poesia poesia 

 

O poesia poesia poesia

Sorgi, sorgi, sorgi

Su dalla febbre elettrica del selciato notturno.

Sfrenati dalle elastiche silhouttes equivoche

Guizza nello scatto e nell'urlo improvviso

Sopra l'anonima fucileria monotona

Delle voci instancabili come i flutti

Stride la troia perversa al quadrivio

Poiché l'elegantone le rubò il cagnolino

Saltella una cocotte cavalletta

Da un marciapiede a un altro tutta verde

E scortica le mie midolla il raschio ferrigno del tram

Silenzio - un gesto fulmineo

Ha generato una pioggia di stelle

Da un fianco che piega e rovina sotto il colpo prestigioso

In un mantello di sangue vellutato occhieggiante

Silenzio ancora. Commenta secco

E sordo un revolver che annuncia

E chiude un altro destino

 

Dino Campana    

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