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Cantina
di
Davide Buscicchio
(con
la collaborazione di Annagrazia Visti)
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(Poliziano, Coro della Fabula
di Orfeo)
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Cantina
"Masseria Monaci", ex-cantina "Barone Bacile di
Castiglione" di cui alcune bottiglie conservano ancora lo stemma
familiare. Si tratta di vini piacevoli, ideali per accompagnare una
cena invernale in compagnia di amici.
Ecco
le quattro bottiglie di rosso dell'azienda:
-
Il
"Copertino Eloquentia" ,
la bottiglia più economica della casa vinicola (€ 4,80 circa),
è un vino corposo, armonioso e profumato con sentori di frutti di
bosco. Ricavato esclusivamente da uve di negroamaro, è
un vino gradevole e tipicamente salentino.
-
Della
stessa casa vinicola è il "Simposia"
(€ 7,00 circa), composto da tre vitigni: negroamaro, malvasia
e montepulciano. Quest'ultimo lo rende leggermente più
vellutato distinguendolo perciò dai corposi rossi salentini.
-
Apprezzato
e decantato dagli intenditori sulle migliori riviste del settore e
vincitore di 3 Bicchieri al VinItaly 2002, "Le
Braci" rappresenta il rosso
numero uno dell'azienda. Ottenuto da un monovitigno di
negroamaro, è ideale per accompagnare piatti della grande cucina.
Ottimo da accostare alla selvaggina (€ 33,00 circa).
negroamaro:
"In Puglia, su circa 133.000 ettari di vigneto 37.000 sono
coltivati a NegroAmaro. Non a caso una grande quantità di vini rossi
pugliesi si avvalgono della produzione di questo vitigno". E
ancora: "Il NegroAmaro risulta in assoluto il miglior vitigno per
la produzione del tipico rosato del Salento. Il vino ottenuto da
questi vitigni ha varie tonalità, dal rosso rubino al granato, con
una piacevole vena amarognola. Da questa sua costante caratteristica e
dal colore nero dei grappoli è nata la denominazione dialettale
"niuru maru" modificatasi poi in NegroAmaro".
primitivo:
"Sembra che questa tipologia di vino abbia assunto la
denominazione di "primitivo" perchè frutto di uva
particolarmente precoce nella maturazione, si pensa ancora che il
vitigno sia originato clonalmente da uno dei raggruppamenti più
diffusi nelle zone costiere ionico-salentine, colonizzate prima dai
fenici e poi dai greci. Successivamente, ed in particolare nel
Medioevo, con il diffondersi degli insediamenti rupestri ad opera
degli eremiti basiliani, di origine greca, il vitigno si diffuse in
tutta la zona delle Murge nelle province di Bari e Taranto. Risalendo
a documentazioni storiche maggiormente attendibili, si sa con certezza
che questo vitigno fu oggetto di coltivazione intensiva su una vasta
area di territori pugliesi nel XVII secolo ad opera dei benedettini,
ma fu soprattutto a Gioia Del Colle che i monaci trovarono le
condizioni più favorevoli per la coltivazione di questo generoso
vitigno, il quale assunse una diffusione tale da venir introdotto,
poi, in provincia di Taranto sul finire del XIX secolo. Da questo
vitigno si ottiene un vino di ottima qualità molto alcolico e
dall'aroma tutto particolare. Per queste caratteristiche è conosciuto
anche con il nome di "Mir Test" che in
dialetto locale significa "vino duro" a dimostrazione della
sua corposità. Tutt'oggi, il vino prodotto da questo vitigno risulta
molto diffuso non solo nella zona di produzione del Primitivo di
Manduria, ma in tutto il tarantino, nel barese e nelle provincie di
Lecce e Brindisi".
malvasia:
un tipo di uva, la malvasia nera di Brindisi e Lecce deriva
"dalla grande famiglia delle malvasie di origine greca, giunte in
Puglia dalla Morea".
montepulciano:
vitigno coltivato in toscana le cui uve vengono utilizzate per
ammorbidire il sapore delle corpose uve salentine.
monovitigno:
vino ottenuto da un solo tipo di vitigno.
(le
citazioni sono tratte da The World of Italian Wines -
L'enciclopedia del vino italiano. Microforum Italia. CD-Rom)
..è
importante la scelta del bicchiere per gustare appieno un
vino? "Scegliete un bicchiere dal bordo sottile e di vetro
incolore affinchè le tonalità e i riflessi del vino risultino ben
visibili. Il calice deve essere separato dal piede mediante un
gambo, per evitare di riscaldare il vino quando si tiene in mano il
bicchiere o di cogliere il profumo del sapore eventualmente usato. La
forma a tulipano è la più indicata, in quanto consente una perfetta
concentrazione degli odori" . (da Conoscere il vino,
sceglierlo, degustarlo, servirlo a tavola. Fabbri Editore, 1997)
"Lascia pure all'erede
ogni riposto avere,
ma il vin della cantina, tu
lo devi bere."
la sua nascita è avvenuta, come
da tradizione, nella prima settimana di novembre, precisamente tra
il 5 e il 6. Vino giovane leggero e fruttato,
rallegrerà le nostre serate accompagnando primi piatti
autunnali, secondi a base di carne rossa, dolcetti rustici e
castagne arrosto!
Non considerato un vero e
proprio vino da tavola, il novello è un vino particolare,
frutto di un processo di lavorazione accurato; imbottigliato entro
due mesi dalla vendemmia deve essere gustato entro i primi mesi
dall'imbottigliamento (massimo 5 o 6) durante i quali conserva vive
tutte le sue caratteristiche. Queste - leggerezza,
profumo e sapore fruttato - sono ottenute, infatti, dalla
macerazione carbonica cui sono sottoposte le uve ancora
intere e dalla successiva fermentazione alcolica del
mosto ottenuto.
Abbiamo provato per voi
alcuni novelli:
-
Il "Novellino"
del Locorotondo
-
Il
"Novello"
della Vecchia Torre di Leverano
-
-
Il "Salentinello"
Leone De Castris
-
Il "Cervate"
dell'azienda Ca'ntele
-
Il "Bocciolo"
Lomazzi e Sarli
-
Il "Moresco"
delle Cantine Mediterranee
Si tratta di novelli
pugliesi, piacevoli ed economicamente accessibili: il prezzo di una
singola bottiglia da 75cl varia da € 3,80 a € 5,00.
A giorni potremo
gustare anche i novelli francesi (sul mercato dopo il 17
novembre) ...proveremo per voi il "Bojiolè" ...
giovane:
"Si dice di un vino che presenta tutte le caratteristiche della
giovinezza all'esame dell'occhio, del naso e della bocca.
Manifestare segni di giovinezza costituisce una qualità per i vini
novelli e , in generale, per tutti i vini che possono essere bevuti
sul loro fruttato (cioè quando gli aromi primari sono all'apogeo)
Può trattarsi invece di un difetto, che esprime una mancanza di
maturità, in tutti quei vini nei quali la complessità e l'armonia
richieste si raggiungono solo col pieno sviluppo degli aromi
terziari".
leggero:
"Termine usato per definire un vino le cui caratteristiche
organolettiche non sono molto consistenti, ma ben equilibrate ed
armoniche".
macerazione
carbonica: "Tecnica di vinificazione particolare. Si
articola in due parti: 1) fermentazione intracellulare delle uve
intere in anerobiosi gassosa o liquida, che si protrae per alcuni
giorni, in assenza di lieviti, in vasche ermeticamente chiuse; 2)
successiva fermentazione alcolica del mosto ottenuto dalla pigiatura
delle uve così trattate. Si ottengono in questo modo vini più
leggeri e con un minor tasso di componenti provenienti dalle parti
solide dell'uva, in quanto la macerazione carbonica limita i
fenomeni caratteristici della fermentazione tradizionale".
fermentazione
alcolica: "Trasformazione spontanea degli zuccheri
in alcol. il chimico francese Gay-Lussac è stato il primo a fonire
la formula di questa reazione; ma questa formula in enologia è
puramente teorica. Non tiene conto della complessità del fenomeno e
della fermentazione, in particolare della creazione di numerosi
prodotti secondari che rivestono grande interesse per l'enologo e
l'enofilo, poichè contribuiscono a definire il carattere del vino
(...)".
...a dispetto della
convinzione diffusa, non tutti i vini devono essere stappati molto
tempo prima di essere bevuti? E che alcuni specialisti
considerano addirittura inutile questa operazione? Nonostante tutto,
in genere si consiglia di: " stappare e bere subito i vini
bianchi aromatici, i vini novelli, i vini correnti (rossi e bianchi)
e i vini rosati; stappare e attendere un'ora per i vini bianchi più
complessi e i vini bianchi liquorosi; decantare da un quarto d'ora a
due ore prima del consumo i vini rossi giovani o al culmine della
maturazione".
(le
citazioni sono tratte da Conoscere
il vino, sceglierlo, degustarlo, servirlo a tavola. Fabbri
Editore, 1997)
...ci eravamo lasciati con il Beaujolais...ed
eccoci qua!
Innanzitutto il Beaujolais è un
vino francese prodotto nel territorio del Beaujolais, incluso
nel comprensorio della Borgogna, dove in trentasette comuni
si producono i vini denominati "Beaujolais
villages". Il "Beaujolais
noveau" è uno dei più famosi vini novelli francesi
che ha contribuito non poco alla conoscenza dell'intera regione
nel mondo. Si esporta in tutto il mondo e la sua produzione
costituisce ormai la metà della produzione dell'intera regione.
Come per il nostro novello le uve vengono sottoposte prima ad una
breve macerazione carbonica, il vino ottenuto è immesso sul
mercato a novembre (la fine) ed è destinato al consumo immediato.
Si tratta di un vino tenero e scorrevole, dal piacevole
aroma fruttato.
Abbiamo provato per voi il
Beaujolais-Villages Nouveau "Georges
Duboeuf" (€ 6,50 circa)che
presenta tutte le caratteristiche citate: buono!
E intanto..sopraggiungono le feste,
i cenoni...allora abbiamo pensato di suggerirvi qualche
accostamento cibo-vino...
Innanzitutto non esistono delle
regole ben precise perchè molte sono le varianti che
contribuiscono a creare un perfetto abbinamento cibo-vino, ma
esistono dei criteri che ci permettono di evitare abbinamenti
sgradevoli. Ad esempio un piatto regionale è bene che sia
accompagnato da un vino della stessa zona perchè in questo modo
si crea un armonia nel gusto. Spesso l'abbinamento per contrasto
di sapori è quello che esalta meglio le caratteristiche
sia del piatto che del vino. Per un piatto tendenzialmente
dolce si consiglia spesso un vino fresco e secco, ma è
impossibile trovare, poi, un vino talmente aspro e secco che
contrasti la dolcezza di un dessert per cui in questi casi si
consiglia l'abbinamento per similitudine di
sapori. In linea generale si può dire che un piatto
complesso deve essere abbinato ad un vino robusto ed un
piatto delicato ad un vino delicato.
Il clima invernale ci consiglia di
puntare sul rosso, ottimo da abbinare alle carni che abbondano
sulle nostre tavole a Natale. Provate un "Donna
Lisa" delle cantine Leone
De Castris (€ 20,00),
barricato, sarà in grado di accompagnare molte delle
nostre pietanze. Durante le feste organizzate cene importanti?
Allora provate i rossi toscani: tra i migliori il "Brunello
di Montalcino"
(€ 25,00 circa quello del 1996, € 40,00 circa quello del
1997) o il "Chianti" (€
6,00 circa quello normale, € 10,00 circa la riserva) entrambi
della Cantina Frescobaldi . Se poi non avete mai provato un
Primitivo di Manduria fatelo adesso: corposo e di ottima qualità
è il "Liryca" (€ 6,20
circa) del Consorzio Produttori e Vini.
...non volete rinunciare proprio al
bianco? Allora è tempo di provare l 'ottimo chardonnay
delle cantine Candido, il "Casina
Cucci" (€ 4,50 circa), o
quello della cantina Càntele, il "Teresa
Manara" (€ 8,00 circa):
rimarrete soddisfatti!
scorrevole:
"è un vino
in cui l'acidità e i tannini sono perfettamente bilanciati dalle
altre componenti (alcol, zuccheri)"
tannini:
composti
fenolici presenti nell'uva (precisamente in buccia, raspi e
vinaccioli), si ritrovano poi nel vino. Contribuiscono alla
colorzione del vino e sono presenti in maggior misura nei vini
rossi dove ne determinano la sostanza. Oltre ai tannini naturali
dell'uva ce ne sono altri che sono introdotti spesso durante la
lavorazione.
robusto:
"si dice di un vino solido, ben costruito, pieno, talora un
pò rustico"
barricato:
si definisce in questo modo un vino invecchiato in barrique
(botte), ormai solo di rovere, nella quale il vino acquista un
particolare profumo di legno.
chardonnay:
è un vitigno bianco francese ormai coltivato in tutto il mondo.
(Le citazioni sono tratte da Conoscere
il vino. Sceglierlo, degustarlo, servirlo a tavola. Fabbri
Editori, 1997)
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Tutti
i migliori vini del Salento e non, li trovate nell'enoteca "Perbacco"
di Davide Buscicchio, Vico dei Fieschi, 4 (vicinanze chiesa Santa
Croce) Lecce.
Tel. e fax 0832.243751
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Mappe
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Scopri
i comuni della Grecìa salentina, un territorio dalle origini
greche situato nel cuore del Salento.>>>
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