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Iniziamo il nostro viaggio all'interno
della chiesa entrando dalla porta laterale che si apre ai piedi della
torre dell'orologio, ed immette nel cappellone della Madonna del Rosario,
dominato dal maestoso altare omonimo, frutto della maestria di uno dei più
rappresentativi artisti del barocco salentino, lo scultore ed architetto
Giuseppe Cino (Lecce 1644-1722).
Il lavoro fu eseguito per volere della
confraternita del Rosario tra il 1704 e il 1705 nella parte centrale della
navata principale; a causa dell'ingombro che tale collocazione arrecava,
tra il 1787 e il 1788, l'altare fu spostato nel cappellone creato ad hoc,
con un paziente lavoro di smontaggio e ricomposizione.
Tra il ricco pullulare di putti,
angioletti, frutti e motivi floreali, alcuni dei quali simboleggiano
l'abbondanza, la grazia divina, la gloria del martirioo, come le numerose
melagrane aperte, la carità e l'elargizione dei frutti, spiccano le statue
di S.Giuseppe e S. Gioacchino poste sul fastigio e, in basso, quelle di
S.Barbara e S. Lucia.
Incastonate tra splendidi cornici in
pietra leccese nell'altare troviamo due tele.
Quella posta in alto, sul fastigio,
restaurata nel 1996, raffigura la Natività e risale ai primi del
Settecento.
La grande tela al centro dell'altare,
restaurata nel 1996, è opera del pittore Oronzo Tiso (Lecce 1736-1800) che
la dipinse tra il 1788 e il 1789.
Raffigura la Madonna del Rosario e Santi
domenicani, secondo un modello iconografico tradizionale che risale alla
metà del Cinquecento e nel quale compare la Madonna col Bambino che donano
il Rosario a S. Domenico e a S. Caterina da Siena, insieme ai quali qui
compaiono San Pietro martire, San Vincenzo Ferrer e San Tommaso d'Aquino.
Spostiamoci ora nel braccio sinistro del
transetto, dove troviamo due altari, quello di San Nicola e quello della
Madonna della Misericordia.
Quest'ultimo, iniziato a spese dei fedeli,
fu portato a termine dalla confraternita del Rosario nel 1702, come
ricordano le due piccole epigrafi poste sui capitelli delle colonne. Anche
su questo altare compare l'arme civica del paese.
La tela dell'altare raffigura la Madonna
della Misericordia (ai piedi della Madonna compare un appestato sulla sua
barella, ai lati un Pontefice e una regina) e ricalca lo stile
dell'analoga tela presente nella parrocchiale di Caliomera attribuita al
pittore gallipolino Giovan Domenico Catalano.
Da documenti dell'archivio parrocchiale
risulta che fu acquistata nel 1703 da un pittore di Scorrano che,
pertanto, è agevolmente identificabile nel sacerdote Francesco Maria
Manfredi, un continuatore dei modi del Catalano, del quale conosciamo
altri pregevoli dipinti tutti datati intorno alla fine del Seicento.
L'altare di San Nicola fu costruito da
maestranze locali nel 1701 a spese della confraternita del Rosario; la
statua nella nicchia centrale raffigura San Nicola, antico protettore del
paese, e va attribuita a Giuseppe Cino che la realizzò nel 1704, quando si
trovava a Martignano per scolpire l'altare maggiore.
Le statue più piccole, poste ai lati
dell'altare raffigurano San Gennaro e San Donato.
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