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Nel braccio destro del transetto troviamo
ancora due altari, quello dell'Immacolata e quello del Corpo di Cristo.
Quest'ultimo fu realizzato nel 1701 durante
il priorato di Marc'Antonio Ferrante, priore di un'altra confraternita
martignanese, quella del Corpo di Cristo che, insieme alla confraternita
del Rosario, svolgeva importanti funzioni caritatevoli e di utilità
sociale.
L'altare presenta affinità stilistiche con
quello di San Nicola per cui entrambi vanno attribuiti allo stesso autore,
sconosciuto, al pari della tela dell'Addolorata posta sul fastigio.
Il tabernacolo è opera di Giuseppe Cino e
proviene dall'altare maggiore da cui fu rimosso nel 1791.
L'altare dell'Immacolata, nei secoli
passati intitolato a S.Oronzo, fu realizzato tra il 1702 e il 1703 da
Tommaso Giannotta, un poco noto scultore originario di Maglie.
Non conosciamo, invece, il nome dell'autore
della tela settecentesca che rappresenta l'Immacolata con i Santi martiri
Vito e trifone ma sappiamo che la stessa già nel 1781, era stata
sostituita a quella di S.Oronzo, trasferita sulla parete sud della navata
dove ancora si trova.
E' lecito ritenere che la tela, oltre che
come segno di devozione alla Vergine, sia stata commissionata in un
periodo tragico, costituito dalle invasioni di cavallette, contro le quali
si invocava S.Trifone, raffigurato nella tela con ai piedi enormi
cavallette.
Prima di occuparci della navata centrale e
del presbiterio, passiamo al cappellone di San Pantaleone, santo patrono
di Martignano.
Fu costruito nel 1769 allo scopo di poter
collocare l'altare del Santo allorquando si rese necessario spostarlo
dall'omonima cappella, poco prima che questa crollasse, a causa della
vetustà.
L'altare è opera del Cino che lo realizzò
nel 1706 su incarico della civica amministrazione.
Sulle pareti del cappellone, entro cornici
di stucco di forma ovale, sono sistemate tre tele coeve alla costruzione
del cappellone raffiguranti San Pantaleone battezzato da Ermolao ed i
sacerdoti Ermippo ed Ermocrate maestri di medicina di San Pantaleone.
La tela al centro dell'altare raffigura il
Martirio di San Pantaleone ed è opera del pittore leccese Pasquale Grassi
che la dipinse nel 1815 in sostituzione di quella più antica attualmente
custodita nella sacrestia.
In una delle due grandi teche ricavate
nello spessore della parete rivolta ad est, si conserva una pregevole
statua argentea del Santo, fusa nel 1823 dall'orefice napoletano Luca
Baccari.
Nello spessore della parete opposta è
ricavata una piccola custodia nella quale si conserva la reliquia di San
Pantaleone, proveniente dalla cattedrale di Ravello, da cui nel 1763 fu
traslata con bolla di autentica rilasciata da mons. Biagio Chiarelli,
vescovo di quella città.
La statua in cartapesta policroma collocata
nella grande custodia a vetri è quella che il 27 luglio di ogni anno viene
portata in processione per le vie del paese e risale alla metà
dell'Ottocento.
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