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Martignano.net chiesa matrice interno due
La finestra sul web di Martignano (Le)

 

 

Passiamo nel presbiterio occupato dall'altare maggiore che giuseppe Cino realizzò tra il 1703 e il 1704 riproponendo a Martignano un elegante schema compositivo che già aveva adottato in analoghi altari di chiese leccesi. Anche questo fu realizzato a spese della confraternita del Rosario. La custodia e il paliotto non sono quelli originali scolpiti dal Cino ma quelli realizzati, tra il 1790 e il 1791, dal già menzionato Emanuele Orfano. 

In passato, in mezzo alle statue dei Santi Pietro e Paolo sistemate sui piedistalli che fungono da architrave dei due ingressi al coro retrostante, vi era una statua in pietra leccese del redentore poi rimossa perchè eccessivamente rovinata; attualmente, al suo posto è stato sistemato un antichissimo e molto venerato Crocifisso ligneo proveniente dall'antica chiesa madre intitolata a S.Nicola nella quale si trovava appeso ad una grande trave di legno posta al centro della navata, così come attestano antichi documenti.

Lo spazio dietro l'altare maggiore, sino ad alcuni anni addietro occupato dagli stalli di un coro in legno andato perduto, è attualmente occupato da armadi a vetro nei quali sono custodite diverse statue in cartapesta, quasi tutte opera di maestranze leccesi dell'Ottocento. Le tele appese alle pareti raffigurano scene delle torture a cui fu inutilmente sottoposto San Pantaleone perchè rinnegasse la sua fede cristiana e sono databili intorno alla prima metà del Settecento.Sulla cantoria trova posto un organo a canne costruito tra il 1687 e il 1690 dall'organario di Martano Giuseppe Gregori; è stato restaurato nel 1997 ed è perfettamente funzionante. Dal coro si accede sia alla torre campanaria, sia alla sacrestia nella quale, oltre ad una tela seicentesca raffigurante San Pantaleone (contornata da scene del martirio, aggiunte nella metà del Settecento), trova posto l'archivio parrocchiale ben conservato e ricco di documenti che consentono di ricostruire puntualmente le vicende della comunità parrocchiale a partire dalla seconda metà del Cinquecento in poi. Il crocifisso affrescato sulla parete nord della sacrestia risale al 1712 ed è opera di Gioacchino Preite, un modesto pittore di Martignano.

Il transetto, facente parte dell'originario nucleo dell'edificio, è coperto da una luminosissima volta a spigoli, realizzata secondo la tecnica costruttiva tipica delle "volte leccesi" e arricchita da costoloni a fogliami, al centro della quale si imposta un lucernario che ne accentua ulteriormente la luminosità e che fu aggiunto alla fine del Seicento.Per concludere passiamo nella navata centrale, pavimentata da un mosaico realizzato nel 1876 su incarico della locale "Congrega di Carità" dai mosacisti di Tricase Giuseppe e Michele Peluso. Nel mosaico di Martignano, insieme allo stemma civico raffigurato nei pressi della porta maggiore, è riprodotto lo stesso disegno dei soffitti a cassettoni del duomo e della chiesa di S.Giovanni Evangelista in Lecce e della cattedrale di Otranto.

Sulla parete sinistra della navata, la cui volta di copertura a botte è decorata con stucchi realizzati nel 1792 dallo stuccatore Giuseppe Savino di Cavallino, è collocata una tela raffigurante S.Oronzo, realizzata nel 1657. La tela più piccola posta in alto raffigura lo stesso Santo in atto di predicare agli infedeli.

La tela collocata sulla parete opposta raffigura, invece, la Vergine con S.Vincenzo Ferrer ed è quanto resta del perduto altare dell'Assunta (o della buona morte) che, come risulta per documenti, fu costruito nel 1781 e che, prima della sua recente demolizione, si trovava addossato alla stessa parete.

Sulla controfacciata della porta maggiore è collocata la grande tela raffigurante San Carlo Borromeo e San Martiniano eremita, dipinta nel 1615. Nei dieci riquadri disposti ai lati sono raffigurate scene della vita dei due Santi alcune delle quali sono molto significative come quella che mostra San Martiniano salvato in mare da due delfini, San Carlo Borromeo che distribuisce ai poveri il ricavato dalla vendita dei suoi averi e lo stesso Santo che, pur assistendo gli appestati, non viene contagiato dal male. Questa tela, certamente riferibile, se non attribuibile, al pittore neretino Donato Antonio D'Orlando, anticamente si trovava sul primo altare a sinistra entrando nella navata centrale, intitolato agli stessi Santi che, a Martignano, erano oggetto di una discreta devozione; nel 1652, infatti, San Martiniano fu eletto compatrono del paese anche se poi, non essendosi ottenuto l'assenso da parte della Congregazione dei Riti, tale elezione rimase priva di effetto.

 

 

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Altare maggiore

 

 

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Statua del Cristo Risorto

 

 

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Affresco in sacrestia

 

 

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Mosaico pavimentale

 

 

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Tela di S. Oronzo

 

 

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Tela della Vergine

 

 

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Tela di S. Carlo e S. Martiniano

 

 

 

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