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L'iscrizione latina incisa sull'architrave della porta
d'ingresso ci dice che la cappella fu voluta dall'arcidiacono Giovanni
Giannuzzo che la edificò nel 1621.
La cappella nacque come bene privato che passò alla nipote
di don Giovanni, Petronilla Giannuzzo, la quale, non avendo eredi, la
lasciò, insieme ad altri beni, al capitolo parrocchiale di Martignano.
All'interno la cappella offre un colpo d'occhio eccezionale
essendo arricchita su tutte le pareti da affreschi suddivisi su due
cicli.
Sono in corso i restauri completati per metà degli
affreschi.
In un ciclo inferiore, scandito dalla raffigurazione di un
colonnato continuo, sono raffigurati Gesù Cristo e gli apostoli, ognuno
ritratto a grandezza naturale all'interno di ciascuna arcata del
colonnato.
Nel ciclo superiore, entro dieci riquadri di forma quasi
quadrata, sono raffigurate scene della vita di S.Giovanni Battista.
Questi affreschi sono databili tra il quinto e il sesto
decennio del Seicento e furono commissionati dal capitolo parrocchiale
che, ereditata la cappella nel 1647, li fece realizzare impiegandovi parte
delle somme in denaro ricevute in eredità dalla Giannuzzo.
Probabilmente furono eseguiti in due distinte fasi, a breve
distanza di tempo l'una dall'altra e da pittori diversi, dei quali,
purtroppo, i documenti tacciono; tra i due cicli, infatti, si nota una
notevole differenza nel disegno e nello stile: incerti il disegno e le
pennellate nel ciclo superiore, più accurati nel ciclo inferiore.
Più recenti, risalgonono a dopo il 1726, i due riquadri
posti ai lati dell'altare; quest'ultimo, in pietra leccese, sostituisce
quello originario, andato perduto e definito dagli archivi "ornatissimum".
L'altare ospita la tela seicentesca raffigurante S.Giovanni
Battista che battezza Gesù.
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